Ritrovato morto esemplare di Martora durante un’escursione del Gruppo Lupi

Articolo apparso su: http://www.basilicatanotizie.net/comuni/pollino/11544-ritrovato-morto-esemplare-di-martora-sul-pollino

Ritrovato morto esemplare di Martora sul Pollino

 

E’ stato ritrovato morto ieri sul massiccio del Pollino un esemplare di Martora in zona “Acquatremola” ricadente all’interno del comune di Terranova di Pollino. La scoperta è stata fatta durante una delle consuete escursioni organizzate dall’associazione “Gruppo Lupi San Severino Lucano”. La Martora o Martora Eurasiatica è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia Mustelidae. L’esemplare ritrovato all’interno della vegetazione a prima vista non presentava segni di alcun tipo sul corpo, come si vede nella foto che ci è stata inviata da Maurizio Lofiego, quindi la causa della morte al momento è ignota. Di esemplari di questo tipo sul massiccio del Pollino se ne vedono abbastanza, anche se è molto simile alla Faina, quindi difficile da identificare se non si è molto esperti.

Claudio Sole

Annunci

Recenti avvistamenti: aquila reale e picchio nero

di Maurizio Lofiego

Anche se la foto andrebbe cestinata perchè mossa, non posso non pubblicare questa meraviglia!
L’avvistamento è di oggi pomeriggio dalla timpa della Madonna di Pollino, una coppia di aquile reali che volteggiavano a bassa quota sul Frido, probabilmente alla ricerca di prede. L’avvistamento del rapace è molto raro specialmente nei versanti nord del massiccio del Pollino.
Incredibile poi, fotografarla dall’alto verso il basso.
Sono riuscito a fotografarne una sola, ma vista la notevole distanza e la fotocamera non proprio adatta a questo tipo di foto, mi ritengo molto fortunato.
Quando l’ho ingrandita sulla fotocamera non credevo ai miei occhi, tanto che ho chiesto conferma a gente più esperta di me: trattasi di un bellissimo esemplare di Aquila reale adulta…
30728981_10211966380776515_4504358612516208640_n
foto di Maurizio Lofiego
Picchio nero maschio, fotografato nel pomeriggio del 26 aprile a Bosco Magnano, il Picchio nero è il più grande e il più raro dei picchi europei, rarissimo negli appennini

31318331_10212005858203426_7145034836879605760_n

31317846_10212005858523434_392378823364050944_n

31317706_10212005856283378_5834121976741888000_n

In ricordo di Franz Nodari

L’Associazione Gruppo Lupi San Severino Lucano esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Franz Rota Nodari, alpinista bergamasco conoscitore del Pollino. Anche se non ci conoscevamo di persona era da un po’ di tempo in contatto con l’Associazione e con la Pro loco ed era partecipe alle discussioni sul nostro gruppo Facebook. Personalmente ci avevo parlato al telefono e avevo avuto degli scambi di messaggi per la sua partecipazione al Festival dell’Escursionismo di luglio 2018, a San Severino Lucano. Aveva confermato la sua presenza per una conferenza sul rapporto tra cambiamenti climatici e nuovi approcci all’escursionismo e alpinismo (di professione faceva l’ingegnere ambientale). Lo ricordo come una persona gentile e disponibile: l’impressione era quella di un alpinista “umile”, anche se lui aveva scalato 80 cime oltre i 4000 metri. Ci dispiace non averti potuto conoscere di persona e non poterti più accompagnare in escursione tra i pini loricati del Giardino degli Dei. Di sicuro saresti diventato un nostro caro amico…

Saverio De Marco

(Presidente Gruppo Lupi San Severino Lucano)

 

eventi-a-bergamo-e-provincia-569190.660x368.jpg

La scoperta dello scoiattolo nero. Un’iniziativa di divulgazione ambientale a San Severino Lucano

 

Si è svolto nella serata dell’11 novembre a San Severino Lucano l’evento, completamente autogestito, dedicato allo scoiattolo nero, a cura delle associazioni Gruppo Lupi San Severino Lucano e Viaggiare nel Pollino.

“La scoperta dello scoiattolo nero” fa parte delle iniziative pubbliche di divulgazione ambientale dell’associazione Gruppo Lupi, simile ad altre svoltesi nel corso dell’ultimo anno (ricordiamo quelle sui chirotteri, sul lupo, la collaborazione agli eventi culturali del Festival dell’Escursionismo).

L’iniziativa doveva tenersi il 14 ottobre, ma fu poi rimandata a causa della perdita nostro socio Giuseppe Cancelliere, grande naturalista ed entomologo: questa serata è dedicata anche a lui e sicuramente nei prossimi mesi si studieranno iniziative in sua memoria, magari proprio sui coleotteri, che erano il suo campo di ricerca preferito. Giuseppe in qualche modo, anche ieri sera è stato tra di noi, seduto lì, tra le prime file…

Della relazione si è occupato la guida del Parco Giuseppe Cosenza che con la sua professionalità, le sue capacità divulgative e la sua simpatia ha illustrato, con parole semplici e allo stesso tempo con rigore scientifico il senso di questa importante scoperta per la biodiversità di Basilicata e Calabria. È limitativo concepire una guida escursionistica solo come un conoscitore di sentieri e un accompagnatore di turisti: la guida dovrebbe essere intesa come un consulente e un interlocutore della sfera pubblica, attenta al territorio e all’ambiente e che interviene per denunciare anche “le cose che non vanno”.  Alle guide e agli esperti in generale andrebbero affidate strutture come gli sportelli, i centri visita, i musei, i sentieri, affinché le risorse naturalistiche e antropiche del territorio producano effetti benefici sulla “ricettività” turistica. Alla guida tocca il compito in qualche modo “ingrato” del divulgatore ambientale, essendo una figura che spesso fa da mediazione tra il mondo scientifico e istituzionale e la gente comune. Ciò che viene cioè studiato dai ricercatori accademici ha bisogno infatti di essere recepito dal pubblico tramite i vari canali della divulgazione, quali possono essere il giornalismo ambientale e appunto l’azione delle associazioni e delle guide escursionistiche. Non è un compito facile, perché bisogna spiegare con parole semplici un mondo che è per sua natura complesso. Come spiegano le teorie della comunicazione è importante che il messaggio non arrivi distorto al destinatario, ma sia decodificato in maniera efficace ai fini di un “feedback” positivo.

Si è parlato fondamentalmente della scoperta di una nuova specie. Una notizia che ha generato anche equivoci e fraintendimenti sui social, forse perché son stati diffusi articoli con qualche titolo equivoco che lasciava intendere quasi che lo scoiattolo – che sul Pollino tutti conoscevano come “zaccaredda” – fosse stato scoperto solo ora. Il senso di questa recente scoperta, a cui si è giunti a seguito di complesse indagini genetiche, morfologiche ecc., è che le popolazioni calabresi e lucane non fanno riferimento più ad una sottospecie dello Sciurus vulgaris, ma ad una specie vera e propria. Già Lucifero, uno zoologo che studiò le popolazioni di scoiattolo del Meridione nei primi del Novecento, li aveva identificati come specie a sé rispetto alle popolazioni settentrionali. Nella sua esposizione Cosenza ha illustrato il significato del concetto di specie in relazione ai fattori dell’isolamento riproduttivo delle popolazioni. Poi si è passati alla considerazione delle nuove metodologie di ricerca, come l’analisi del DNA mitocondriale, che apre nuove prospettive sull’evoluzione delle specie, la loro distribuzione nel passato e la relazione tra specie poste in aree geografiche diverse. Una parte della relazione si è inoltre concentrata sulle specie alloctone, come lo scoiattolo grigio e lo scoiattolo variabile, che essendo competitori alimentari possono minacciare gli habitat degli scoiattoli autoctoni, Sciurus vulgaris e Sciurus meridionalis. Il pubblico ha interagito con il relatore, facendo domande e osservazioni e portando le proprie testimonianze su aneddoti e avvistamenti relativi agli scoiattoli.

Il rapporto tra ricerca scientifica e società civile dovrebbe essere sempre collaborativo, ma sappiamo che non è così, anche perché a volte c’è la tendenza a “snobbare” il contributo che potrebbero dare le guide e le associazioni escursionistiche. Essi vivono e conoscono il territorio e possono censire le popolazioni, trovare tracce, individuare gli habitat di una certa specie, nonché fare nuove scoperte. La ricerca dovrebbe essere maggiormente capace di ascoltare la voce della società civile. Il sapere infatti non può essere considerato come proprietà esclusiva di una parte sola e non dovrebbe restare chiuso nelle aule universitarie, ma divulgato con i mezzi della comunicazione e dell’informazione.

Si ringraziano tutti i partecipanti, e in particolar modo le persone venute da paesi anche distanti. Si ringrazia inoltre Don Antonio Zaccara per aver messo a disposizione la sala del centro parrocchiale.

Saverio De Marco

Presidente Gruppo Lupi San Severino Lucano

 

 

Un ricordo di Giuseppe

22448271_10209624779526618_2124989643879636351_n

di Carmela De Marco

Sembrava un uomo di altri tempi, eppure era solo un mio coetaneo. Faceva parte di quei rari uomini che nella forma riescono ad esprimere la loro sincera essenza.
Arrivava con la sua lunga barba scura, una mano in tasca e il portamento elegante e fiero. Accennava un sorriso e salutava con quella sua voce pacata e calda.
Una persona gioviale che amava esprimere il suo pensiero, anche quando il suo pensiero discordava da quello comune. Io scherzando un giorno gli dissi:”tu sei l’anima critica del gruppo”!e lui accolse questa mia definizione con una leggera punta di orgoglio,afferrandone, come lui sempre sapeva fare, il senso di quella mia frase.
In montagna si trasformava in un ” cacciatore” di insetti!. Amavo osservarlo smuovere pietre, chinarsi tra l’erba, rovistare tra i tronchi marci. Lo faceva in perfetta solitudine, silenziosamente, quasi fosse immerso in un mondo tutto suo, un mondo di cui in quel momento, solo lui aveva l’esclusiva. Poi lo vedevi arrivare con una creatura in mano e iniziava a parlare, catturando l’attenzione e la curiosità di tutti.
Giuseppe era questo, ed era molto di più. Era una persona bella.
Penso che alle persone belle la morte riservi un posto di privilegio, il loro cuore credo si mescoli in una danza, alla bellezza del mondo. Per ritrovarle, basta soffermarsi sulla bellezza, è lì che vivono, è da lì che continuano a parlarci. Oggi sarà solo un saluto. I suoi amici, del suo amato Pollino, continueranno, nel loro piccolo, a ricordarlo e a ringraziarlo sempre, di tutto.

IN RICORDO DI GIUSEPPE CANCELLIERE

 

È un compito davvero ingrato, ma doveroso, quello di scrivere le righe che seguiranno. Non avrei mai immaginato di dover trovare le parole per ricordare, stasera, un caro amico prematuramente scomparso… È una brutta giornata oggi, una di quelle che ricorderemo con dolore. L’amico e socio del Gruppo Lupi San Severino Lucano, Giuseppe Cancellliere, ci ha lasciati oggi dopo un tragico incidente automobilistico, a soli 43 anni. Una notizia sconcertante, un duro colpo che ci fa male. Tutto il Gruppo Lupi, il Consiglio Direttivo e i soci si uniscono ai familiari, al dolore per la sua scomparsa.
Avevo conosciuto Giuseppe ad una delle iniziative organizzate dalla nostra Associazione, precisamente quella sui chirotteri, nel novembre 2016. Volle aderire subito al Gruppo Lupi e noi ne fummo contenti, perché scoprimmo un grande naturalista che amava il Pollino e un appassionato entomologo. Eravamo orgogliosi di averlo tra le nostre fila. Gli insetti, e in special modo i coleotteri, erano la sua passione. Frequentava anche il Pollino, alla ricerca delle meraviglie di questo mondo e le sue ricerche, effettuate con rigore scientifico, a breve avrebbero portato alla scoperta di nuove specie. Noi del Gruppo Lupi avevamo subito offerto il nostro supporto, e si prospettavano ricerche interessanti, come quelle sulla fauna ipogea, relativa cioè alle specie di insetti delle grotte. Restavamo affascinati, durante le escursioni sociali a cui partecipava, dalle sue conoscenze e tecniche di ricerca che lui sapeva divulgare agli altri con efficacia. Grazie a Giuseppe, era aumentata per me la curiosità verso questo complesso quanto affascinante campo di indagine naturalistica. Ricordo anche, tra gli altri aneddoti che mi vengono in mente, il suo impegno immediato in difesa del fiume Frido, e in generale il suo supporto costante e la partecipazione alle iniziative della nostra associazione. Giuseppe era infatti uno di quegli ambientalisti con la A maiuscola, collaboratore tra l’altro, del Comitato Parchi di Franco Tassi. Ma prima di tutto era una persona vera, leale, uno di quelli che dicono sempre quel che pensano, che si sapeva confrontare con gli altri, in maniera democratica e sempre con spirito critico, che amava poco le etichette, che teneva sempre fede ai suoi principi… Ma era anche una persona simpatica, affabile, con cui era piacevole ridere e scherzare. Penso che ricordare una persona scomparsa serva più che altro ai “vivi”, alle persone che l’hanno conosciuta e frequentata, affinché gli altri possano seguire le sue orme.
Quanti passi impercettibili ci sono lungo i sentieri delle nostre montagne… Lo spirito di chi ha amato e ammirato la bellezza della natura, della montagna, resta lì, anche se invisibile. E, quando lungo i sentieri, dallle pietre o dal legno marcescente di un albero vedremo spuntare la sagoma di un coleottero dai colori vivaci o dalle forme particolari, penseremo a te caro Giuseppe, a quella natura che amavi così tanto, al tuo esempio, che resterà sempre impresso nel nostro cuore… Spero, caro Giuseppe, che questo mio ricordo non ti suoni troppo retorico, visto che non amavi tanto i toni “conformistici”.
Come ultima cosa, voglio ricordare delle belle parole che tu un giorno avesti per la nostra associazione e che nonostante questo tragico evento, ci spingono a non mollare e ad andare avanti: “La vostra associazione mi piace, soprattutto perché siete delle persone “vere”. Continuate così, non cambiate mai!”
Saverio De Marco
Presidente Gruppo Lupi San Severino Lucano

 

Estate Sanseverinese: musica, spettacoli, cultura ed enogastronomia per tutto il mese di agosto

Agosto si avvicina e come tutti gli anni, San Severino Lucano presenta un cartellone estivo ricco di eventi.

In realtà si parte già dal 27 luglio con il “Festival dell’Escursionismo”, 4 giorni alla scoperta del Parco Nazionale del Pollino con escursioni, dibattiti, sentieri animati per i più piccoli e grandi ospiti. Il Pollino non sarà l’unico protagonista. Con “Una vita in cammino alla scoperta di un’Italia sconosciuta”, Riccardo Carnovalini, scrittore, fotografo e, soprattutto, camminatore, racconterà il territorio italiano esplorato in trenta anni di cammino.

Celebrazioni sacre, animazione e tantissima musica animeranno i primi giorni dell’agosto sanseverinese. Il 4 agosto, poi, sarà il momento di uno degli eventi più longevi dell’area, il “Pollino Music Festival”, una manifestazione lunga 22 anni che quest’anno porterà sul palco due voci molto apprezzate del panorama nazionale: Niccolò Fabi

e Levante. L’apertura del festival sarà affidata alla band lucana Krikka Reggae. Il 5 agosto sarà il momento del cantautore romano che, al suo ventesimo anno di carriera, porterà tutta la delicatezza della sua musica. Infine, il 6 agosto, chiuderà la rassegna Levante, giovane, esplosiva e sorprendente artista che proprio nel 2017 ha ricevuto la consacrazione nel panorama pop nazionale. Con il suo tour “Estate nel caos” porterà sicuramente scompiglio nelle tranquille serate sanseverinesi.

Il 10 agosto si spegneranno i riflettori per dare spazio all’osservazione astronomica con il “Pollino Sky Festival”.

Moda, musica, spettacolo, cultura ed enogastronomia si alterneranno durante tutto il mese ma, tra gli altri eventi in Cartellone, degno di particolare nota è sicuramente l’evento “La Terra dei Briganti. Festival della cultura merid

ionale” che si terrà dall’11 al 13 agosto. La manifestazione si aprirà con il dibattito “La questione meridionale. Storie di ordinaria emigrazione”, quest’anno impreziosito dalla presenza dell’attrice/autrice Egidia Bruno. Emigrante anche lei per motivi di studio e lavoro, la lucana che ha avuto l’onore di collaborare con il maestro Jannaci, con il suo spettacolo “W l’Italia.it” affronterà davanti al pubblico di San Severino alcune delle problematiche, spesso taciute, della “questione meridionale”.

Seguirà la presentazione del libro “La strada per la Città” di Saverio De Marco, opera che, attraverso la semplice narrazione di situazioni di vita quotidiana di uno studente fuori sede, riflette sulla condizione di emigrante.

All’interno del cartellone, il 12 agosto andrà in scena “O BRIGANTE O EMIGRANTE“, rappresentazione teatrale itinerante. Alla memoria di Antonio Franco, Serafina Ciminelli e tutti gli altri, i suoi autori hanno affiancato quelle di chi è stato costretto ad emigrare senza poter lottare per la propria terra. Così, partendo da quanto scritto da Francesco Saverio Nitti per un’inchiesta parlamentare del 1906, il quale sosteneva che le uniche due soluzioni alle impossibili condizioni dei braccianti

meridionali erano quelle di essere o briganti o emigranti, gli autori hanno ricostruito la memoria di chi ha dovuto compiere questa scelta.

Lungo il percorso allestito nei vicoli di San Severino Lucano, lo spettatore troverà donne agguerrite pronte ad armarsi e combattere, e non solo per seguire il proprio uomo, come spesso è stato raccontato; uomini pronti ad allontanarsi dalla propria famiglia e a calpestare la propria dignità pur di regalarne una ai propri figli; uomini e donne costretti a piegare la testa e sopportare continui soprusi ; uomini che tornano dalle loro moglie dopo molti anni, quando ormai troppe cose sono cambiate.

La riflessione e la malinconia faranno spesso spazio all’ironia e alla risata per un tour dagli eccessi emotivi. Le note dei “Core Battente” l’11 agosto, dei “Lira Battente” il 12 e dei “Radio Lausberg” il 13, faranno da culla a questa altalena di e

mozioni.

Dopo questo evento di punta, durante tutto il mese continueranno gli appuntamenti firmati Pro Loco del Pollino: si ripartirà proprio il 14 agosto con lo storico e apprezzatissimo itinerario gastronomico, per poi proseguire, lungo tutto il mese, con serate musicali, spettacoli, sagre e tanto altro in una San Severino Lucano che non si stanca mai di stupire e divertire i suoi visitatori.

Elisabetta Ciminelli

 

20374640_1564447033575550_978602290262583731_n