La scoperta dello scoiattolo nero. Un’iniziativa di divulgazione ambientale a San Severino Lucano

 

Si è svolto nella serata dell’11 novembre a San Severino Lucano l’evento, completamente autogestito, dedicato allo scoiattolo nero, a cura delle associazioni Gruppo Lupi San Severino Lucano e Viaggiare nel Pollino.

“La scoperta dello scoiattolo nero” fa parte delle iniziative pubbliche di divulgazione ambientale dell’associazione Gruppo Lupi, simile ad altre svoltesi nel corso dell’ultimo anno (ricordiamo quelle sui chirotteri, sul lupo, la collaborazione agli eventi culturali del Festival dell’Escursionismo).

L’iniziativa doveva tenersi il 14 ottobre, ma fu poi rimandata a causa della perdita nostro socio Giuseppe Cancelliere, grande naturalista ed entomologo: questa serata è dedicata anche a lui e sicuramente nei prossimi mesi si studieranno iniziative in sua memoria, magari proprio sui coleotteri, che erano il suo campo di ricerca preferito. Giuseppe in qualche modo, anche ieri sera è stato tra di noi, seduto lì, tra le prime file…

Della relazione si è occupato la guida del Parco Giuseppe Cosenza che con la sua professionalità, le sue capacità divulgative e la sua simpatia ha illustrato, con parole semplici e allo stesso tempo con rigore scientifico il senso di questa importante scoperta per la biodiversità di Basilicata e Calabria. È limitativo concepire una guida escursionistica solo come un conoscitore di sentieri e un accompagnatore di turisti: la guida dovrebbe essere intesa come un consulente e un interlocutore della sfera pubblica, attenta al territorio e all’ambiente e che interviene per denunciare anche “le cose che non vanno”.  Alle guide e agli esperti in generale andrebbero affidate strutture come gli sportelli, i centri visita, i musei, i sentieri, affinché le risorse naturalistiche e antropiche del territorio producano effetti benefici sulla “ricettività” turistica. Alla guida tocca il compito in qualche modo “ingrato” del divulgatore ambientale, essendo una figura che spesso fa da mediazione tra il mondo scientifico e istituzionale e la gente comune. Ciò che viene cioè studiato dai ricercatori accademici ha bisogno infatti di essere recepito dal pubblico tramite i vari canali della divulgazione, quali possono essere il giornalismo ambientale e appunto l’azione delle associazioni e delle guide escursionistiche. Non è un compito facile, perché bisogna spiegare con parole semplici un mondo che è per sua natura complesso. Come spiegano le teorie della comunicazione è importante che il messaggio non arrivi distorto al destinatario, ma sia decodificato in maniera efficace ai fini di un “feedback” positivo.

Si è parlato fondamentalmente della scoperta di una nuova specie. Una notizia che ha generato anche equivoci e fraintendimenti sui social, forse perché son stati diffusi articoli con qualche titolo equivoco che lasciava intendere quasi che lo scoiattolo – che sul Pollino tutti conoscevano come “zaccaredda” – fosse stato scoperto solo ora. Il senso di questa recente scoperta, a cui si è giunti a seguito di complesse indagini genetiche, morfologiche ecc., è che le popolazioni calabresi e lucane non fanno riferimento più ad una sottospecie dello Sciurus vulgaris, ma ad una specie vera e propria. Già Lucifero, uno zoologo che studiò le popolazioni di scoiattolo del Meridione nei primi del Novecento, li aveva identificati come specie a sé rispetto alle popolazioni settentrionali. Nella sua esposizione Cosenza ha illustrato il significato del concetto di specie in relazione ai fattori dell’isolamento riproduttivo delle popolazioni. Poi si è passati alla considerazione delle nuove metodologie di ricerca, come l’analisi del DNA mitocondriale, che apre nuove prospettive sull’evoluzione delle specie, la loro distribuzione nel passato e la relazione tra specie poste in aree geografiche diverse. Una parte della relazione si è inoltre concentrata sulle specie alloctone, come lo scoiattolo grigio e lo scoiattolo variabile, che essendo competitori alimentari possono minacciare gli habitat degli scoiattoli autoctoni, Sciurus vulgaris e Sciurus meridionalis. Il pubblico ha interagito con il relatore, facendo domande e osservazioni e portando le proprie testimonianze su aneddoti e avvistamenti relativi agli scoiattoli.

Il rapporto tra ricerca scientifica e società civile dovrebbe essere sempre collaborativo, ma sappiamo che non è così, anche perché a volte c’è la tendenza a “snobbare” il contributo che potrebbero dare le guide e le associazioni escursionistiche. Essi vivono e conoscono il territorio e possono censire le popolazioni, trovare tracce, individuare gli habitat di una certa specie, nonché fare nuove scoperte. La ricerca dovrebbe essere maggiormente capace di ascoltare la voce della società civile. Il sapere infatti non può essere considerato come proprietà esclusiva di una parte sola e non dovrebbe restare chiuso nelle aule universitarie, ma divulgato con i mezzi della comunicazione e dell’informazione.

Si ringraziano tutti i partecipanti, e in particolar modo le persone venute da paesi anche distanti. Si ringrazia inoltre Don Antonio Zaccara per aver messo a disposizione la sala del centro parrocchiale.

Saverio De Marco

Presidente Gruppo Lupi San Severino Lucano

 

 

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