Cercando una leggenda… si trova altro. Escursione speleologica.

Eravamo partiti con l’obiettivo di trovare qualche grotta… io, Maurizio, Carlo e Antonio. La ricerca speleologica dalle nostre parti, sul Pollino lucano, comporta prima di tutto delle escursioni anche impegnative, perché bisogna andare in montagna e camminarvi per ore. Non siamo, per fare un esempio, in Puglia, dove si trovano grotte incredibili nelle città o im

bandadifranco
la banda Franco

mediatamente sotto casa (la Grotta del Trullo ne è un esempio meraviglioso).

La leggenda della Grotta del Brigante di Serra Crispo da più di un secolo aleggia sulle nostre valli. C’è chi dice, tra gli abitanti del Pollino, di esservi entrato; chi era pronto ad accompagnare gli speleologi ma improvvisamente, nel giorno decisivo, ha avuto un vuoto di memoria. Si narra di gradini scolpiti nella roccia, che conducevano all’interno e di incredibili tesori; o di diverse entrate poste in luoghi anche parecchio distanti. La nostra prospettiva era più modesta: non intendevamo trovare la grotta del brigante Franco, ma una grotta che alcuni paesani ci avevano segnalato in una zona di Serra di Crispo… grotta che – si dice -fosse frequentata dai briganti della Banda Franco.

L’altra caratteristica delle escursioni alla ricerca di grotte  è che ci si concentra su un solo obiettivo. Vero è che quando si è in montagna non si può ignorare tutto il resto, ovvgrotta-dei-quattro-013iamente; la bellezza della natura si rivela ad ogni passo. Più che speleologo comunque, mi considero un umile “cercatore di grotte”. Eravamo già stati con Maurizio e Marco nella zona che oggi andiamo ad esplorare, senza trovare nulla. Alla ricerca di questa grotta, ci aggiriamo tra rocce e canaloni, a ridosso di paretine rocciose, ispezionando anche i buchi più insignificanti. Mentre facciamo questo mi capita di notare un inghiottitoio, tappato da foglie, rami e terra ma con un’ evidente spaccatura. Controllo che il terreno regga il mo peso, per evitare il rischio di sprofondamenti… e vado a vedere. Arrivano anche Maurizio, Antonio e Carlo. In una spaccatura inseriamo un ramo, che entra per circa due metri. Poi Antonio nota una piccola buca da cui si sente il rumore dell’acqua: inseriamo la torcia all’interno e notiamo che sotto i nostri piedi c’è img-20161223-wa0003una piccola caverna, che continua attraverso un cunicolo che pare percorribile, a sinistra, obliquamente. Il buco è piccolo e non possiamo entrarvi, bisognerà tornare qui muniti di qualche strumento, pale e zappette, per allargarlo e poterci così calare. E’ quasi ora di pranzo e cerchiamo un punto esposto al sole per mangiare. Vado più avanti, continuo ad ispezionare la zona, quando i compagni mi chiamano, perché hanno trovato qualcosa. E’ un buco stretto, ma inserendo la lampada frontale si nota che c’è una grotta a forma di budello, che va giù per diversi metri.
Il buco è abbastanza largo per poter passare. Attrezziamo la corda di calata. Maurizio va per primo. C’è una bella grotta sotto i nostri piedi. Dopo Antonio mi calo anche io. Carlo resta all’aperto per sicurezza, nel caso qualcosa vada storto. La grotta progredisce in verticale per una ventina di metri. Il tetto è bello alto. Nel punto in cui ci si può sganciare e poggiare i piedi a terra comincia uno stretto passaggio che conduce ad una stanzetta dal tetto molto alto. Di fronte, received_10208238985553964-1sovrastante rispetto a noi, dopo un salto di un paio di metri, c’è un altro stretto passaggio, impraticabile. Nel pavimento della stanzetta troviamo anche delle ossa che si sono ingiallite, arrivate là da chissà quanti anni. Uno è un femore… Si notano qua e là delle belle, anche se modeste, concrezioni calcaree, dovute al percolamento dell’acqua. Noto anche un piccolissimo funghetto e delle radici che spuntano dal tetto. 
Tutto sommato si tratta di una bella caverna. Il primo nome che ci viene in mente è “Grotta dei Quattro”, perché siamo stati in quattro a trovarla. Non è molto originale, ma ci servirà per capire di quale grotta  stiamo parlando tra le tante conosciute . L’avventura finisce qui e usciamo fuori dopo aver fatto le dovute riprese e fotografie… Questa parte del Pollino lucano, ancora inesplorata per certi versi, potrà ancora riservare delle belle sorprese. Si potrà trovare qualche grotta significativa in estensione e grandezza oppure (sebbene lo scetticismo sia parecchio), la leggendaria grotta del brigante Franco con gli scalini scolpiti in pietra!

Saverio “Indio” De Marco

 

Il video dell’escursione al seguente link:

VIDEO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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